Il gessato, tessuto di rigorosa eleganza

E’ un tessuto diventato famoso negli anni 30 del secolo scorso, perché usato da uomini d’affari, star system hollywoodiano (e anche gangster americani). Veniva preferito con stringate bicolori, ghette e borsalino di feltro. Da sempre è un tessuto che simboleggia una rigorosa eleganza.

 

Il tessuto torna prepotentemente di attualità anche per questo autunno/inverno, il pattern è usato in tutte le sue sfaccettature. Può essere scelto con righe sottili o larghe, per creare giacche a due bottoni o doppiopetto. L’abbinamento ideale prevede una camicia bianca, ma viene ammessa anche con una rigata. Per abbinare correttamente gli accessori, si possono scegliere moderne cravatte sottili o orologi preziosi.

 

Il tessuto gessato è ovviamente formato da righe verticali ed equidistanti. Le larghezze sono diverse: si possono scegliere con 1 o 2 millimetri di distanza fra loro (e in questo caso parliamo di “millerighe”) oppure possono essere distanti anche 2 o 3 cm.

 

Il termine “gessato” deriva dalla parola “gesso”, come si ipotizzava all’inizio venissero create le linee verticali sul tessuto. Solitamente viene usato con il classico tre pezzi: giacca, panciotto e pantaloni. Inoltre è scelto principalmente dal pubblico maschile, ma non mancano donne che usino il gessato per i propri abiti.

 

Il gessato può essere in lana pettinata o in flanella. I colori di base che solitamente vengono scelti sono: marrone, blu scuro, grigio antracite oppure nero. Esistono tre diverse versioni di gessato: il chalk stripe (linea continua come tracciata con un gesso), pinstripe (riga è costituita da una successione di punti), e il cable stripe (riga formata da piccoli tratti diagonali).

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