storia del bottone

La storia del bottone

La storia del bottone fonda le sue radici nella valle dell’Indo (circa 2800-2600 a.C.). Una continua evoluzione fino all’’800, come li conosciamo oggi, quando la moda francese era all’apice del suo splendore. I primi esempi erano bottoni confezionati con resine naturali e corozo, bachelite, galatite, madreperla, pasta di vetro e celluloide, fino ad arrivare alla fine degli anni ’30.

 

Anche le forme dei bottoni sono delle più varie: quadrate, rettangolari, geometriche, elaborate in maniera barocca, lasciando libero arbitrio alla fantasia dell’uomo. Dall’inizio del secolo alla fine degli anni ’30, la storia del bottone segna un decadimento continuo nella forma e nella qualità dei materiali. Durante la seconda guerra scarseggiano i materiali e per fare bottoni si usano materiali di recupero, tra cui il legno e per renderli più belli si dipingono a mano.

 

Passata la guerra si cominciano a recuperare materiali dalla rottamazione degli aerei e comincia  la produzione industriale dei bottoni. Le forme diventano varie tra i quali ad imitazione della tartaruga, di gran voga negli anni trenta nel mondo dell’alta moda. In questo caso il materiale usato era la galatite.

 

All’inizio degli anni ’60 avviene si affacciano sul panorama internazionale nuovi stilisti. E cambia la storia del bottone. Coco Chanel, Pierre Cardin, Armani, Valentino si creano bottoni bellissimi, eleganti, ricchi e pregiati. I materiali sono diversi: pietre, strass, madreperle e passamanerie vengono assemblati per confezionare i “protagonisti” dell’abito.

 

Negli anni 70 la crisi porta con sé un impoverimento dei materiali: tornarono umili e di materiale povero. Tornano in auge negli anni nell’80–90. Quelli del nuovo millennio sono fabbricati in plastica o metalli.

 

Come usare i bottoni nella giacche

  • La giacca 3 bottoni si indossa allacciata solo con il bottone centrale.
  • La giacca 2 bottoni va allacciata solo con il bottone superiore.
  • Non deve essere chiuso il bottone più in basso.
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